…”PING”… …”OK”…
Era il1986.
Il mondo era ancora attonito dall’esplosione in volo durante il decollo delloSpace Shuttle Challenger, in Europa era appena accaduto l’incidente della centrale nucleare diCernobyl, ma il30 aprile del 1986da Pisa, un calcolatore elettronico inviò il messaggio “PING” e poco dopo un altro calcolatore, da Roaring Creek(Pennsylvania, U.S.A.), rispose “OK” e fu così che l’Italia si connesse ad ARPANET, la prima rete di comunicazione globale tra computer.
Cosa èARPANET?
ARPANETfu un progetto per la creazione di una rete di comunicazione tra università e centri di ricerca, sviluppato dallaARPA(AdvancedResearchProjectsAgency), agenzia governativa statunitense voluta nel1958dal generale e presidente Dwight Eisenhower a seguito del lancio in orbita terrestre del satellite artificiale Sputnik 1 da parte dell’Unione Sovietica, il 4 ottobre 1957.
InARPAlavorarono i migliori cervelli dell’epoca, visionari.
Era il1969.
L’umanità era eccitata dal fatto che verosimilmente l’uomo mise piede sullaLuna, ma il29 ottobre del 1969in California(U.S.A.)venne realizzato ilprimo collegamentotra due elaboratori elettronici distanti 560 Km, uno a Los Angeles e l’altro a Palo Alto:questa fu la cosa che davvero cambiò il mondo!
Il progetto ebbe successo eARPANETdivenne di dominio pubblico tra la comunità accademico-scientifica, la rete iniziò ad ampliarsi interconnettendo diversi nodi universitari e di ricerca, ma il problema era far comunicare i calcolatori prescindendo dal sistema operativo utilizzato sulle macchine.
Nel1983venne definitivamente adottato come standard di comunicazione diARPANETil protocolloTCP/IPv4(TransmissionControlProtocol/InternetProtocolversion4).
L’ARPA, che nel frattempo aveva assunto carattere strategico-militare divenendoDARPA(DefenseAdvancedResearch ProjectsAgency), decise di creare una rete di comunicazione separata per scopi militari dando vita aMILNET(MilitaryNetwork), mentreARPANETcontinuò a svilupparsi per scopi civili e di ricerca, divenendo poiINTERNET.
Cosa èINTERNET?
INTERNET (InterconnectedNetworks)è una struttura che permette a diverse reti di collegarsi tra loro in maniera tale che diviene assolutamente irrilevante il luogo fisico di connessione al sistema: l’informazione transitando attraverso i molteplici nodi della rete è in grado di raggiungere il destinatario potendo percorrere una molteplicità di strade diverse in base alle condizioni di traffico presenti in quel momento.
INTERNETè quindi una “ragnatela” di cavi, antenne, satelliti che permettono connessioni globali, ma perché potesse essere conosciuta ed utilizzata su larga scala fu necessaria la creazione delWWW(WorldWideWeb).
Cosa è ilWWW?
Era il1991.
Tim Berners-LeeeRobert Cailliau, due visionari ricercatori alCERN(ConseilEuropéen pour laRechercheNucléaire)di Ginevra, svilupparono l’HTML(HyperTextMarkupLanguage)un linguaggio di programmazione con il quale potevano essere creati dei documenti elettronici che condivisi in rete tramite il protocolloHTTP (HyperTextTransferProtocol)potevano essere agevolmente consultati per mezzo di un’applicazione, dettabrowser, chiamataWorldWideWeb.
Il computer sul quale Tim Berners-Lee elaborò il progetto era unNeXT(prodotto da un altro visionario:Steve Jobs) e così il browser cambiò nome chiamandosiNexusmentreWorld Wide Webdivenne la “grande rete del mondo”.
Il6 agosto del 1991, tra la primaguerra del Golfoe il disfacimento dell’Unione Sovietica, venne pubblicatoil primo sito webed il30 aprile del 1993ilCERNrese pubblico il codice sorgente delWorldWideWebrendendolo cosìliberamenteimplementabile da chiunque.
Quell’anno ilNCSA(NationalCenter forSupercomputingApplications)dell’Università dell’Illinois(U.S.A.)rilasciòMOSAIC, il primo browser leggero che permisel’accesso al Webanche fuori dagli ambienti scientifico-accademici: era iniziata l’era digitale globalee la sfida adesso era fornireconnettività.
Cosa significa connettività?
Per spostarci fisicamente da un posto ad un altro del pianeta abbiamo bisogno di un sistema di strade, autostrade, porti, aeroporti, ferrovie, sulle quale muoverci con i mezzi di trasporto. Più persone e mezzi viaggiano più si ha necessità di avereinfrastrutture capientie/opercorsi alternativiallo scopo di non incorrere in rallentamenti dovuti al traffico ed assicurare a tutti la possibilità di muoversi.
Allo stesso modo, la reteINTERNETè costituita da un sistema dicollegamenti elettrici,elettromagnetici,ottici, attraverso i quali viaggia l’informazione digitale. Più persone accedono alla rete, più informazioni devono transitare, maggiore dovrà essere lacapacità dell’infrastrutturaallo scopo di assicurare a tutti la possibilità di fruire dei servizi correlati.
Laconnettivitàquindi è la capacità che sistemi diversi hanno di collegarsi e comunicare fra loro al fine di scambiarsiinformazioni, ma se le informazioni sono moltissime – così come gli utenti – è necessario creare un’infrastruttura che garantisca un’ampialarghezza di bandae cioè la possibilità di trasmettere una enormequantità di informazioniin un certo periodo di tempo.
L’unità di misurautilizzata nelle telecomunicazioni per quantificare la velocità di trasmissione è ilbps(bitpersecond), che rappresenta il numero di informazioni (0 – 1) inviate in un secondo.
Nel 1969 il primo collegamentoARPANETviaggiava a50 Kbps[Kilo= 103], oggi le connessioni infibra otticache costituiscono ledorsali di rete(backbone)possono raggiungere velocità dell’ordine deiPbps[Peta= 1015], oltre20 miliardidi volte tanto!
Cosa è la fibra ottica?
Lafibra otticaè un sottilissimo filamento composto da due strati concentrici di materiale trasparente (generalmente vetro, ma anche polimeri plastici) estremamente puro: un nucleo centrale(core)delle dimensioni di8 – 50 µm[micrometro= millesimo di millimetro] ed un mantello(cladding)che lo avvolge della dimensione complessiva di125 µm.
Per avere un parametro di confronto, un normalecapello umanoha un diametro medio di70 µm.
Il mantello, mediante un differente drogaggio (aggiunta di sostanze chimiche) presenta un diverso indice di rifrazione e sfruttando il fenomeno dellariflessione e rifrazione otticamantiene il segnale all’interno del core.
Per conferirgli resistenza meccanica, il filamento viene rivestito con materiale plastico per un diametro totale di 250 µm.
Lafibra otticanon èconduttrice di elettricità, pertanto può essere tranquillamente inserita nei canali dell’energia elettrica; è totalmente insensibile alleinterferenze elettromagnetichee non ne genera, pertanto è immune aidisturbied i segnali non sonointercettabili; non è sensibile alle condizioni climatiche e non ha bisogno di alimentazione elettrica, quindi necessita di scarsa manutenzione; ha una elevatabanda passanteed una bassissimaattenuazione del segnale, pertanto è particolarmente performante anche sulle lunghe distanze.
I segnali che transitano nellafibra otticasonoimpulsi luminosinello spettro dell’infrarossoemessi da sorgenti otticheLEDoLASERi quali attraversano la fibra e vengono ricevuti da trasduttori optoelettronici che li ritrasformano in segnali elettrici compatibili con le normali apparecchiature elettroniche come computer, TV, decoder, ecc.
Nel campo delle trasmissioni, lafibra otticarappresenta la tecnologia attualmentepiù performanteed è grazie al suo impiego che letelecomunicazionihanno potuto avere grande sviluppo.
Nel1988venne posato ilTAT-8, primo cavo sottomarino transatlantico equipaggiato confibra ottica, capace di gestire simultaneamente40.000 linee telefoniche, numero che può sembrare insignificante, ma basti pensare che il predecessoreTAT-7realizzato concavi coassiali, ne veicolava solo4.000, un ordine di grandezza in meno!
Inoltre ilTAT-8riusciva a trasportare segnali a20 Mbps[Mega= 106], velocità considerata “banda larga”, contribuendo ad aumentare sensibilmente la connettività tra l’America e l’Europa ed aiutando in maniera significativa le prime dimostrazioni diTim Berners-Leenell’utilizzo delWorld Wide Web.
Nelsettembre del 2017è stata ultimata la posa del cavo sottomarino transatlanticoMAREAche con le sue otto coppie di fibre ottiche è in grado di trasferire dati alla velocità di160 Tbps [Tera= 1012].
Nelfebbraio del 2021è stato ultimato e reso operativo il cavo sottomarino transatlanticoDUNANTche collega gli Stati Uniti con la Francia e che, realizzato con dodici coppie di fibre ottiche di nuovissima tecnologia, permetterà una velocità di trasferimento dati dell’ordine dei250 Tbps.
Per lafine del 2021è previsto l’inizio della posa del cavo sottomarino2AFRICA, realizzato con tecnologia a sedici coppie di fibre ottiche che avrà una capacità di trasferimento dati di 180 Tbpsed interesserà anche il territorio italiano.
Cosa è la banda larga?
Nel linguaggio commercial-tecnologico corrente il termine“banda larga”(broadband)viene utilizzato a partire dalla tecnologiaDSL(DigitalSubscriberLine)per differenziarla dalle precedenti tecnologie definite a“banda stretta”(narrowband).
In realtà non esiste un vero limite discriminante tra le due tecnologie e la successiva evoluzione determinerà ulteriori denominazioni, come accade già per la“banda ultralarga”(ultrabroadband), pertanto tali definizioni sono esclusivamente indicatrici del range dilarghezza di banda utilizzabile dall’utente finale.
Attualmente una connessione si considera inbanda largaa partire da velocità di2 Mbpse inbanda ultralargaoltre30 Mbps.
Connettività inBANDA STRETTA
ISDN <Integrated Services Digital Network>(128 Kbps)
Connettività inBANDA LARGA(tecnologia xDSL)
riferimentoISDN(128 Kbps)
HDSL <High data rate Digital Subscriber Line>(2 Mbps)
SDSL <Symmetric Digital Subscriber Line>(2 Mbps)
SHDSL <Single-pair High-speed Digital Subscriber Line>(8 Mbps)
ADSL <Asymmetric Digital Subscriber Line>(10 Mbps)
ADSL2 <Asymmetric Digital Subscriber Line 2>(12 Mbps)
ADSL2+ <Asymmetric Digital Subscriber Line 2+>(24 Mbps)
Connettività inBANDA ULTRALARGA(tecnologia mista in FIBRA OTTICA e xDSL su ultimo tratto)
riferimentoADSL2+(24 Mbps)
VDSL <Very high speed Digital Subscriber Line>(52 Mbps)
VDSL2 <Very high speed Digital Subscriber Line 2>(300 Mbps)
Connettività inBANDA ULTRALARGA(tecnologia in FIBRA OTTICA)
riferimentoVDSL2(300 Mbps)
Fibra ottica <configurazione FTTH - offerta commerciale>(1 Gbps)
Nella realtà levelocitàpossono essere anche sensibilmenteinferioriin quanto il segnale risulta inevitabilmentedegradatoa causa delle condizioni deldoppino telefonicoche raggiunge l’utente finale.
Ilcollo di bottigliaè infatti rappresentato proprio daldoppino in ramecon il quale è stata realizzata la rete telefonica italiana: ilrameè un materialedeteriorabile, sensibile allecondizioni ambientalied alleinterferenze elettromagnetiche, inoltre induce una rilevantedegradazione del segnalein funzione della distanza.
Attualmente gli operatori di telecomunicazioni offronocommercialmenteconnessioni inbanda ultralargadenominandole “FIBRA”, ma esistono in realtàsvariate configurazionidi tale tecnologia.
A dire il vero tutte le forniturexDSLpartono da una dorsale infibra otticaalla fine della quale si trova un apparato elettronico denominatoDSLAM(DigitalSubscriberLineAccessMultiplexer)che interfacciandosi con ildoppino in rame, invia il segnale all’utente finale modulandolo con opportuniprotocolli di compressione.
Lavelocitàdi connessione disponibile per l’utilizzatore dipende principalmente dallalunghezza del doppino in rametra la collocazione del DSLAM e l’abitazione, oltre che dal protocollo di compressione dati utilizzato.
CONFIGURAZIONI DELL’ARCHITETTURA DI RETE IN FIBRA OTTICA(FTTx)
FTTN
(Fiber to the Node)
7 ∼ 24 Mbps
Lafibra otticaarriva nellacentrale telefonicae da qui il segnale raggiunge l’abitazione sudoppino in rameper una lunghezzasuperiore ai 300 metri.
Questa architettura viene utilizzata per la fornitura di connessioni inbanda larga ADSL.
FTTC
(Fiber to the Cabinet)
30 ∼ 100 Mbps
Lafibra otticaarriva negliarmadi in stradaposti mediamente a distanzeinferiori ai 300 metrida qualsiasi abitazione, da qui il segnale prosegue sudoppino in rame.
Mediante tecnologie di compressioneVDSLeVDSL2è possibile raggiungere velocità comprese tra i30 Mbpsed i100 Mbpsin funzione della distanza dall’armadio.
FTTB
(Fiber to the Building)
100 ∼ 300 Mbps
Lafibra otticaarriva fino all’edificio, ove è installato unpunto di accessoe da questo la connessione arriva nell’abitazione dell’utente tramitedoppino in ramee tecnologiaVDSL2riuscendo a raggiungere velocità massime di300 Mbps.
FTTH
(Fiber to the Home)
1 Gbps ed oltre
E’ l’unicavera configurazione di rete in fibra otticadove la fibra pura arriva fin dentro l’abitazione dell’utilizzatore e non c’è passaggio del segnale nel doppino in rame.
In teoria la velocità è la massima raggiungibile su fibra ottica, attualmente viene commercializzata a1 Gbps.
Perché l’utente finale ha bisogno di banda larga (o meglio ultralarga)?
Se pensiamo che essere connessi adINTERNETsignifichi poter navigare su siti web, vuol dire che abbiamo unaconoscenza limitatae dibasso livellodi questostrumento.
Essere connessi adINTERNEToggi (e quanto più domani) vuol dire – oltre poter navigare su siti web – sfruttare l’opportunità di usufruire di tutta una serie diservizicomevideoconferenze,telelavoro,telemedicina,canali multimediali,controllo remotodi innumerevoli dispositivi,streamingaudio/video,automazione, possibilità di accedere ad un’immensità diinformazioniriducendo enormemente tempi e distanze.
Per veicolare sulla rete tutti questiserviziè necessario dotarsi di una solidainfrastrutturacapace di garantire untraffico di datienorme, immaginiamo delleautostrade digitali multicorsia,multipiano, ancheridondanti.
L’obiettivo di dotarsi di un’infrastruttura di rete velocenon è solo quello di fornire a persone, imprese e pubbliche amministrazioni una rete che garantisca miglioriservizio un miglior accesso adINTERNET, ma anche quello di porre le condizioni per sfruttare l’effetto incrementaleche questi investimenti possono generare in termini di diffusione dell’informazioneeconsapevolezzaglobale,efficienzadelle imprese e relativo aumento diproduttivitàedoccupazione,efficienzaedinterazionedel rapporto cittadino-amministrazioni-servizi, così come, più in generale, allacrescita della societànel suo insieme.
Banda Ultralarga (BUL): la situazione italiana
Neglianni ’70la scarsa lungimiranza del legislatore italiano favorì lo sviluppo delle trasmissioni televisivevia eterea scapito di quellevia cavo(unico caso in Europa insieme alla Grecia) non permettendo così la creazione di un’infrastruttura di trasmissionecablata, pertanto oggi il nostro Paese eredita un considerevoleritardoper quanto concerne la connettività abanda larga, gap che tuttavia stiamo colmando con la realizzazione di un’infrastruttura di rete infibra ottica.
Lo scorso27 giugno 2017con Delibera nr. 253/17/CONS dell’AGCOM(Autorità per leGaranzie nelleComunicazioni), l’accesso allabanda largacon velocità di almeno2 Mbpsè stato dichiaratoservizio universale, tuttavia già nel2010l’Unione Europea, nell’ambito del programma di sviluppo decennale “strategia Europa 2020”, introdusse l’Agenda Digitale Europeacon lo scopo di favorire la crescita socio-economica facendo leva sul potenziamento delle tecnologie digitali.
In tale ottica, a livello nazionale venne creata nel2012l’AgID(Agenzia per l’ItaliaDigitale)preposta all’attuazione delle direttive europee recepite nell’Agenda Digitale Italiana, ma solo nel2015, nel contesto dell’Accordo di Partenariato 2014-2020per l’impiego dei fondi strutturali e di investimento europei approvato dallaCommissione Europea, il Governo ha predisposto la “Strategia Italiana per la Banda Ultralarga” che si pone come obiettivo –entro il 2020– di realizzare un’infrastruttura di rete in fibra otticacapace di fornire l’accesso adINTERNETalla velocità di almeno100 Mbpsper l’85% della popolazionee almeno30 Mbpspertutta la cittadinanza.
IlPianoè divenuto definitivamente operativo nelfebbraio 2016e sono attualmente in corso i lavori diposa dei cavi in fibra otticada parte di vari competitors del settore TLC(telecomunicazioni).
Sul sito dell’AGCOMè disponibile una mappa interattiva sullostato di coperturadella rete inbanda largaeultralargaper l’accesso adINTERNETsul territorio nazionale.
Il condominio e la fibra ottica per la Banda Ultralarga
Qualsiasi progettista o impiantista sa benissimo che i tradizionalicavi in ramepresentano caratteristiche piuttostolimitatenelladistribuzione dei segnali; gli antennisti, ad esempio, sono perfettamente a conoscenza delle problematiche dovute alladegradazione del segnaletelevisivo che la lunghezza dei cavi o il numero di derivazioni comportano.
Tutte queste difficoltà vengono praticamente annullate ricorrendo ad un cablaggio infibra ottica, ma purtroppo questa soluzione è ancorascarsamente diffusain ambito residenziale a causa di unalimitata conoscenzada parte dell’utenza che tende ad identificarla come destinata ad ambiti professionali, ma anche dellainadeguata preparazionedi gran parte diprogettisti e impiantistiche, per dissimulare la propria incompetenza, tendono a proporre vecchie tecnologie, prospettando viceversa un notevole aggravio di costi, mentre oggigiorno lafibra otticahacosti perfettamente comparabilicon l’impiantistica tradizionale.
Viene in aiuto l’art.6-terdelDecreto Legge nr. 133/2014detto “Sblocca Italia”(Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive), convertito con modificazioni dalla Legge 164/2014, che introducendo l’art.135-bisalTesto unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia(D.P.R. 380/2001)rendeobbligatoria, dal 1 luglio 2015,per tutti gliedifici di nuova costruzionee per quelli oggetto diristrutturazione ediliziasubordinati al rilascio del permesso di costruire, la realizzazione di uncablaggio interno in fibra otticae la predisposizione di unpunto di accesso, raggiungibile dagli operatori di TLC, per l’interconnessione alla rete abanda ultralarga in fibra ottica.
Per la loro valorizzazione, gli edifici dotati di questi sistemi di connettività infibra ottica, possono esporre un’etichetta con la dicitura “Edificio predisposto alla Banda Larga”, rilasciata da un tecnico abilitato.
Art. 135-bis D.P.R. 380/2001 (TESTO UNICO delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia)
Norme per l’infrastrutturazione digitale degli edifici
- Tutti gli edifici di nuova costruzione per i quali le domande di autorizzazione edilizia sono presentate dopo il 1º luglio 2015 devono essere equipaggiati con un’infrastruttura fisica multiservizio passiva interna all’edificio, costituita da adeguati spazi installativi e da impianti di comunicazione ad alta velocità in fibra ottica fino ai punti terminali di rete. Lo stesso obbligo si applica, a decorrere dal 1º luglio 2015, in caso di opere che richiedano il rilascio di un permesso di costruire ai sensi dell’articolo 10, comma 1, lettera c). Per infrastruttura fisica multiservizio interna all’edificio si intende il complesso delle installazioni presenti all’interno degli edifici contenenti reti di accesso cablate in fibra ottica con terminazione fissa o senza fili che permettono di fornire l’accesso ai servizi a banda ultralarga e di connettere il punto di accesso dell’edificio con il punto terminale di rete.
- Tutti gli edifici di nuova costruzione per i quali le domande di autorizzazione edilizia sono presentate dopo il 1º luglio 2015 devono essere equipaggiati di un punto di accesso. Lo stesso obbligo si applica, a decorrere dal 1º luglio 2015, in caso di opere di ristrutturazione profonda che richiedano il rilascio di un permesso di costruire ai sensi dell’articolo 10. Per punto di accesso si intende il punto fisico, situato all’interno o all’esterno dell’edificio e accessibile alle imprese autorizzate a fornire reti pubbliche di comunicazione, che consente la connessione con l’infrastruttura interna all’edificio predisposta per i servizi di accesso in fibra ottica a banda ultralarga.
- Gli edifici equipaggiati in conformità al presente articolo possono beneficiare, ai fini della cessione, dell’affitto o della vendita dell’immobile, dell’etichetta volontaria e non vincolante di “edificio predisposto alla banda larga”. Tale etichetta è rilasciata da un tecnico abilitato per gli impianti di cui all’articolo 1, comma 2, lettera b), del regolamento di cui al decreto del Ministro dello sviluppo economico 22 gennaio 2008, n. 37, e secondo quanto previsto dalle Guide CEI 306-2 e 64-100/1, 2 e 3.
Per tutti gliedifici preesistential 1 luglio 2015 l’eventuale realizzazione di un’infrastruttura interna infibra otticaconpunto di accessodisponibile agli operatori TLC per l’interconnessione alla rete, resta in capo allavolontà di innovazione dei proprietari, spesso però restii adinvestire per l’innovazionequanto pronti a sperperare per resistere alleevoluzioni tecnologiche, accampando soventemente questioni di tutela della proprietà del singolo e non comprendendo l’importanza che taliservizi innovativicostituiscono per l’interesse collettivo.
Per superare questi ostacoli, già nel 2012 l’art. 14 comma 7 del “Decreto Crescita 2.0”(Decreto-Legge nr. 179/2012 convertito con modificazioni dalla Legge 221/2012)aveva disposto l’introduzione del comma4-bis all’art. 91delCODICE DELLE COMUNICAZIONI ELETTRONICHE(Decreto Legislativo nr. 259/2003)ulteriormente poi integrato dall’art. 6-ter delDecreto“Sblocca Italia” che ha introdotto anche ilcomma 4-ter: lo sviluppo della rete infibra otticaè quindi un obiettivo diinteresse strategicoe per la sua realizzazione gli operatori di TLCpossono accedere in ogni caso alle parti comuni degli edifici, avendo tuttavia l’obbligo di eseguire interventi minimamente invasivi e di ripristinare a loro spese gli eventuali danni arrecati.
Art. 91 Decreto Legislativo nr. 259/2003 - (CODICE DELLE COMUNICAZIONI ELETTRONICHE)
Limitazioni legali della proprietà
1. Negli impianti di reti di comunicazione elettronica di cui all’articolo 90, commi 1 e 2, i fili o cavi senza appoggio possono passare, anche senza il consenso del proprietario, sia al di sopra delle proprietà pubbliche o private, sia dinanzi a quei lati di edifici ove non siano finestre od altre aperture praticabili a prospetto.
2. Il proprietario od il condominio non può opporsi all’appoggio di antenne, di sostegni, nonché al passaggio di condutture, fili o qualsiasi altro impianto, nell’immobile di sua proprietà occorrente per soddisfare le richieste di utenza degli inquilini o dei condomini.
3. I fili, cavi ed ogni altra installazione debbono essere collocati in guisa da non impedire il libero uso della cosa secondo la sua destinazione.
4. Il proprietario e’ tenuto a sopportare il passaggio nell’immobile di sua proprietà del personale dell’esercente il servizio che dimostri la necessità di accedervi per l’installazione, riparazione e manutenzione degli impianti di cui sopra.
4-bis. L’operatore di comunicazione durante la fase di sviluppo della rete in fibra ottica può, in ogni caso, accedere a tutte le parti comuni degli edifici al fine di installare, collegare e manutenere gli elementi di rete, cavi, fili, riparti, linee o simili apparati privi di emissioni elettromagnetiche a radiofrequenza. Il diritto di accesso è consentito anche nel caso di edifici non abitati e di nuova costruzione. L’operatore di comunicazione ha l’obbligo, d’intesa con le proprietà condominiali, di ripristinare a proprie spese le parti comuni degli immobili oggetto di intervento nello stato precedente i lavori e si accolla gli oneri per la riparazione di eventuali danni arrecati.
4-ter. L’operatore di comunicazione, durante la fase di sviluppo della rete in fibra ottica, può installare a proprie spese gli elementi di rete, cavi, fili, ripartilinee o simili, nei percorsi aerei di altri servizi di pubblica utilità sia esterni sia interni all’immobile e in appoggio ad essi, a condizione che sia garantito che l’installazione medesima non alteri l’aspetto esteriore dell’immobile né provochi alcun danno o pregiudizio al medesimo. Si applica in ogni caso l’ultimo periodo del comma 4-bis.
5. Nei casi previsti dal presente articolo al proprietario non é dovuta alcuna indennità.
6. L’operatore incaricato del servizio può agire direttamente in giudizio per far cessare eventuali impedimenti e turbative al passaggio ed alla installazione delle infrastrutture.
Tale disposto normativo è stato ulteriormente ribadito dall’art. 8delDecreto Legislativo nr. 33/2016(Attuazione della direttiva 2014/61/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 maggio 2014, recante misure volte a ridurre i costi dell’installazione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità), con il quale il “Piano Strategico Italiano per la Banda Ultralarga” diventa operativo introducendo ildiritto e l’obbligoper il condominio diconsentire l’accessoaglioperatori di reteallo scopo di realizzare, a proprie spese, il cablaggio infibra otticafino alpunto di accessoo, qualora questo manchi, alla sede dell’abbonato, riducendo comunque al minimo l’impatto sulla proprietà privata durante le operazioni.
Art. 8 - DECRETO LEGISLATIVO nr. 33/2016
Infrastrutturazione fisica interna all’edificio ed accesso
- I proprietari di unità immobiliari, o il condominio ove costituito in base alla legge, di edifici realizzati nel rispetto di quanto previsto dell’articolo 135-bis del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, o comunque successivamente equipaggiati secondo quanto previsto da tale disposizione, hanno il diritto, ed ove richiestone, l’obbligo, di soddisfare tutte le richieste ragionevoli di accesso presentate da operatori di rete, secondo termini e condizioni eque e non discriminatorie, anche con riguardo al prezzo. Laddove un condominio anche di edifici esistenti realizzi da sé un impianto multiservizio in fibra ottica e un punto di accesso in conformità a quanto previsto dal precitato articolo 135-bis del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, divenendone titolare, ha il diritto ed ove richiestone, l’obbligo, di soddisfare tutte le richieste ragionevoli di accesso presentate da operatori di rete, secondo termini e condizioni eque e non discriminatorie, anche con riguardo al prezzo.
- Fatto salvo quanto previsto dal comma 1, gli operatori di rete hanno il diritto di installare la loro rete a proprie spese, fino al punto di accesso.
- Fatto salvo quanto previsto dal comma 1, se la duplicazione è tecnicamente impossibile o inefficiente sotto il profilo economico, gli operatori di rete hanno il diritto di accedere all’infrastruttura fisica interna all’edificio esistente allo scopo di installare una rete di comunicazione elettronica ad alta velocità.
- In assenza di un’infrastruttura interna all’edificio predisposta per l’alta velocità, gli operatori di rete hanno il diritto di far terminare la propria rete nella sede dell’abbonato, a condizione di aver ottenuto l’accordo dell’abbonato e purché provvedano a ridurre al minimo l’impatto sulla proprietà privata di terzi.
- Se non viene raggiunto un accordo sull’accesso di cui ai commi 1, 3 e 4 entro due mesi dalla data di ricevimento della richiesta formale di accesso, ciascuna delle parti ha il diritto di rivolgersi all’organismo nazionale di cui all’articolo 9.
- Il presente articolo non pregiudica il diritto di proprietà del proprietario del punto di accesso o dell’infrastruttura fisica interna all’edificio nei casi in cui il titolare del diritto di usare tale infrastruttura o punto di accesso non ne sia il proprietario, né il diritto di proprietà di terzi, quali i proprietari di terreni e i proprietari di edifici.
L’evoluzione tecnologicaè possibile unicamente con il lavoro silente e nascosto dicervelli visionari.
L’ostacoload essa è rappresentato esclusivamente dalpensiero conformistadi encefali capziosi e burocratici.
Se per il primo collegamento italiano adARPANETnel 1986 ci vollero ben 6 anni di ostacoli procedurali non ne dovranno trascorrere altrettanti affinchè ilnostro Paesesi possa dotare dellatecnologianecessaria per avere il doverososviluppo che merita.
Fonti normative:
NormattivaI testi delle normative riportate nell’articolo non rivestono carattere di ufficialità, l’unico testo definitivo è quello pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale a mezzo stampa, che prevale in caso di discordanza.